STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY 2025
Gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno offerto una fotografia dettagliata dello stato di salute della transizione ecologica in Italia nel 2025. Il report, presentato a Ecomondo il 4 novembre, evidenzia un paese a due velocità: da un lato, risultati significativi in alcuni settori chiave; dall’altro, ritardi e criticità che rischiano di compromettere gli obiettivi climatici e ambientali.
Luci: rinnovabili, economia circolare e agricoltura biologica
L’Italia conferma la sua leadership in economia circolare: nel 2024, il tasso di riciclo dei rifiuti ha raggiunto l’86%, mentre la produttività delle risorse è cresciuta del 32% dal 2020. Anche la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha toccato il 49% del totale, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) per il 2030. L’agricoltura biologica, inoltre, ha registrato un +2,4% nel 2024, con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati secondo standard bio, posizionando l’Italia al primo posto in Europa per numero di prodotti DOP, IGP e STG.
Ombre: emissioni, suolo e mobilità
Nonostante i progressi, permangono sfide urgenti. Le emissioni di gas serra, pur ridotte del 28% dal 1990, nel 2024 sono calate solo dell’1,8%, un ritmo insufficiente per centrare il target europeo del -43% al 2030. Il consumo di suolo non si arresta: nel 2023, sono stati persi 64,4 km² di territorio, con una media di 17,6 ettari al giorno. La mobilità sostenibile, infine, fatica a decollare: l’Italia detiene il primato europeo di 701 auto ogni 1.000 abitanti, con un parco circolante tra i più vecchi (età media 12,8 anni) e una quota di auto elettriche ferma al 7,6%, contro una media UE del 22,7%.
Le parole degli esperti
Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, ha sottolineato come la transizione ecologica non sia solo una scelta ambientale, ma una necessità economica: “Senza il PNRR, il PIL italiano sarebbe in stagnazione o recessione. Per l’Italia, al centro dell’hot-spot climatico del Mediterraneo, la decarbonizzazione è vitale”. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente, ha evidenziato il ruolo delle imprese: “L’Italia ha le carte in regola per guidare l’Europa verso una transizione realistica, basata su innovazione e sicurezza energetica”.
Prospettive future
Il report sottolinea come l’efficienza energetica, lo sviluppo delle rinnovabili e la circolarità siano essenziali non solo per la decarbonizzazione, ma anche per ridurre i costi dell’energia e aumentare la competitività del sistema Paese. Le città italiane, grazie ai fondi del PNRR, stanno già realizzando progetti innovativi per la gestione dei rifiuti, la mobilità sostenibile e la tutela del verde urbano. Tuttavia, dal 2026 sarà necessario trovare nuove forme di finanziamento per sostenere la transizione ecologica. Serve un cambio di passo per superare le criticità e cogliere appieno le opportunità della transizione. Gli Stati Generali 2025 hanno confermato che la strada è tracciata: ora tocca a istituzioni, imprese e cittadini tradurre le parole in azioni concrete.
Per caricare la relazione intera: https://www.statigenerali.org/wp-content/uploads/2025/11/Relazione-sullo-stato-della-green-economy-in-Italia-2025.pdf
Luci: rinnovabili, economia circolare e agricoltura biologica
L’Italia conferma la sua leadership in economia circolare: nel 2024, il tasso di riciclo dei rifiuti ha raggiunto l’86%, mentre la produttività delle risorse è cresciuta del 32% dal 2020. Anche la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha toccato il 49% del totale, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) per il 2030. L’agricoltura biologica, inoltre, ha registrato un +2,4% nel 2024, con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati secondo standard bio, posizionando l’Italia al primo posto in Europa per numero di prodotti DOP, IGP e STG.
Ombre: emissioni, suolo e mobilità
Nonostante i progressi, permangono sfide urgenti. Le emissioni di gas serra, pur ridotte del 28% dal 1990, nel 2024 sono calate solo dell’1,8%, un ritmo insufficiente per centrare il target europeo del -43% al 2030. Il consumo di suolo non si arresta: nel 2023, sono stati persi 64,4 km² di territorio, con una media di 17,6 ettari al giorno. La mobilità sostenibile, infine, fatica a decollare: l’Italia detiene il primato europeo di 701 auto ogni 1.000 abitanti, con un parco circolante tra i più vecchi (età media 12,8 anni) e una quota di auto elettriche ferma al 7,6%, contro una media UE del 22,7%.
Le parole degli esperti
Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, ha sottolineato come la transizione ecologica non sia solo una scelta ambientale, ma una necessità economica: “Senza il PNRR, il PIL italiano sarebbe in stagnazione o recessione. Per l’Italia, al centro dell’hot-spot climatico del Mediterraneo, la decarbonizzazione è vitale”. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente, ha evidenziato il ruolo delle imprese: “L’Italia ha le carte in regola per guidare l’Europa verso una transizione realistica, basata su innovazione e sicurezza energetica”.
Prospettive future
Il report sottolinea come l’efficienza energetica, lo sviluppo delle rinnovabili e la circolarità siano essenziali non solo per la decarbonizzazione, ma anche per ridurre i costi dell’energia e aumentare la competitività del sistema Paese. Le città italiane, grazie ai fondi del PNRR, stanno già realizzando progetti innovativi per la gestione dei rifiuti, la mobilità sostenibile e la tutela del verde urbano. Tuttavia, dal 2026 sarà necessario trovare nuove forme di finanziamento per sostenere la transizione ecologica. Serve un cambio di passo per superare le criticità e cogliere appieno le opportunità della transizione. Gli Stati Generali 2025 hanno confermato che la strada è tracciata: ora tocca a istituzioni, imprese e cittadini tradurre le parole in azioni concrete.
Per caricare la relazione intera: https://www.statigenerali.org/wp-content/uploads/2025/11/Relazione-sullo-stato-della-green-economy-in-Italia-2025.pdf
